Savasana e la paura dell'immobilità. - I Love Pilates Arese

Ti alleni. Ti muovi, cerchi di sentire l’energia che fluisce nel tuo corpo, senti la muscolatura che si attiva, ti senti forte, attivo, pronto ad affrontare il mondo. 😎

Ma se ti chiedo di sdraiarti sul tuo tappetino e rimanere IMMOBILE per cinque minuti, sei sicuro di riuscirci?😜

Savasana è la posizione finale nella pratica di Yoga. Viene chiamata anche “posizione del cadavere” e, come dice la foto qui sopra, non è un semplice “stare sdraiati” – ma un momento di ricarica, un momento per permettere al corpo di assorbire il lavoro fatto durante l’allenamento, è tempo in cui ti è richiesto di osservare il fluire delle tue sensazioni senza lasciarti coinvolgere.

Non è facile. I pensieri cominciano a correre nella tua mente e ad affollarsi, cominci a pensare a tutto quello che di utile dovresti fare anzichè perdere tempo qui sdraiato: le liste di cose da fare, gli impegni di cui non devi dimenticarti, le incombenze della vita quotidiana. Senti che questa immobilità ti sta stretta – la tua natura è essere in movimento – quali sono il senso e l’utilità di “non fare niente”?

Quello che può sembrarti una perdita di tempo è invece un esercizio che potrebbe rivelarsi col tempo una  grande fonte di calma, tranquillità, lucidità nei tuoi pensieri, concentrazione e attenzione.

Se la parola “meditazione” ti manda nel panico, la vedi come un’impresa colossale, comincia con qualcosa di più semplice e accessibile.

Comincia con Savasana alla fine di un allenamento – che sia Pilates, Yoga, qualsiasi tipo di movimento. Dopo lo stretching, indossa qualcosa di caldo (io mi rilasso meglio se ho addosso una felpa o una coperta), copriti gli occhi, se vuoi, con un foulard per creare oscurità , e sdraiati a pancia in su.

Rilassa le braccia lungo i fianchi – ma puoi anche appoggiare le mani sulla pancia, o una mano sulla pancia e una sul petto. Cerca di trovare la posizione più comoda per testa, collo, spalle, bacino, gambe – lascia che le punte dei piedi si aprano gentilmente verso l’esterno.

Respira. Senza modificare il respiro, comincia a portare l’attenzione sull’aria che entra ed esce dal naso – potrebbe venirti spontaneo fare un gran sospiro – stai per affrontare una missione molto coraggiosa.🙂

Quei pensieri che arrivano, cerca di non afferrarli e non dare loro spazio, non seguirli, ma osservali e lasciali passare oltre. Spesso credi di “essere i tuoi pensieri”, ma puoi diventare l’osservatore dei tuoi pensieri, accoglierli senza giudicarli. Pensa a te stesso come a un’entità separata dalla tua mente, con la capacità di osservarne il funzionamento da un punto di vista diverso, esterno da te.

Senti la forza di gravità che ti tira verso il centro della Terra, senti il peso del tuo corpo filtrato dal pavimento. Dopo qualche momento, la tensione verso il basso può non essere l’unica che senti. C’è una forza che ti eleva, le tue cellule superficiali evaporano, si sollevano in aria e si fondono con l’azzurro del cielo, e poi vanno oltre, dove l’azzurro diventa un blu profondo – quasi nero – e il silenzio è così totale da farsi assordante. Sei tra le stelle, sei fatto della stessa materia di tutto l’Universo, stai vivendo la magia di sentirti parte di un tutto da cui ti senti, quasi sempre, separato.

E quando hai finito il tuo viaggio, torna a sentire il tuo corpo, sentilo veramente, come mezzo incredibilmente efficiente per muoverti nel mondo e per fare tutto ciò che vuoi e devi fare.

Potresti pensare che Savasana sia inutile, una perdita di tempo…Ma ti insegna a fare un passo indietro, a non buttarti subito dopo la tua pratica nel turbinio dei tuoi impegni. Accadrà. Farai una doccia veloce e poi via! Verso la giornata piena di impegni, meeting, telefonate, doveri, pensieri… Savasana ti insegna che l’immobilità ha lo stesso valore del movimento – proprio come il riposo è altrettanto importante rispetto alle sessioni di allenamento.

Non avere fretta. Se non funziona la prima volta, riprova la seconda. Decidi di fermarti in Savasana anche solo due minuti. Magari quei due minuti diventeranno cinque, otto. Magari scoprirai che Savasana ha il gusto del tuo piatto preferito, quel gusto che ti coccola e ti fa stare bene.💙

Che io pratichi solo Yoga o una fusione di Yoga e Pilates, Savasana è sempre il momento finale della mia pratica. Non sempre è facile, lo ammetto, non sempre è facile fermarmi dopo la sequenza. Ma ogni volta che riesco a sentire l’immobilità per qualche minuto, mi sento ricaricata più a fondo.

E tu? Hai mai provato quella sensazione quasi di sgomento mentre eri sdraiato, immobile sul tappetino? Sei riuscito a dare a Savasana – o alla meditazione – una seconda possibilità? Hai scoperto “il gusto” di Savasana?😛


6 commenti

Cinzia · 19 Marzo 2021 alle 14:47

Anch’io, dopo la pratica, amo dedicare qualche minuto a me stessa in Savasana. Sento il fluire dell’energia nel corpo e nella mente, il respiro si calma, mentre cerco di lasciar andare tutti i pensieri. Il corpo si fa’ pesante, connesso con laTerra e la mente, leggera, con il Cielo. In quel momento…sento sprigionare dal petto calore, luce: io sono Luce!

    Silvia · 19 Marzo 2021 alle 15:02

    Ben detto Cinzia!! Grazie mille per il tuo commento!! 💙💙💙

Gaia · 19 Marzo 2021 alle 18:08

Lo faccio spesso, ma inconsapevole avesse un nome! Grazie mille sei sempre fonte di novità interessanti!

    Silvia · 19 Marzo 2021 alle 18:42

    Brava Gaia! Vuol dire che sei una Yogi naturale! 😜Grazie mille per le tue parole, scrivere fa scoprire anche a me tantissime cose interessanti. Un abbraccio!! 💙💙😘😘

ORNELLA BRAGGION · 22 Marzo 2021 alle 18:07

aggiungo sempre alcuni minuti di relax, tassativamente con la copertina addosso , una musica bassa bassa. E’ difficile non seguire i pensieri , a volte si riesce a volte no. L’importante è provarci, sempre.

    Silvia · 22 Marzo 2021 alle 20:58

    Sono assolutamente d’accordo con te Ornella! L’importante è iniziare, magari si finisce col fare più strada di quanto non si pensasse.😜 Un grande abbraccio!!💙

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